MUSICOTERAPIA TERZA ETÀ

La musicoterapia ha un potere intrinseco per ripristinare i punti neuronali interrotti a causa delle malattie senili. Attraverso l’applicazione di procedimenti recettivi (ascolto di messaggi sonori, ritmici e musicali) e attivi (esecuzione di musica utilizzando strumenti musicali, oggetti, parti del corpo), genera numerosi benefici in ambito cognitivo, fisico, emotivo e spirituale.

Il progetto di musicoterapia “terza età” offre, ai pazienti che vivono un disagio, l’opportunità di armonizzare col mondo interiore e stimola le capacità relazionali in vista di una maggior integrazione sociale. I suoi destinatari sono persone portatrici di qualche deficit funzionale a livello fisico, cognitivo o comportamentale che possano trovare benefici mediante l’approccio musico terapeutico.

In particolare, la musicoterapia è specialmente adatta per persone che presentano alcune delle seguenti patologie:

  1. Alzheimer: anche se la malattia, a seconda del paziente, può presentare caratteristiche completamente diverse in termini di tempistica e sintomatologia, la musicoterapia aiuta e stimola le funzioni cognitive legate alla memoria, all’orientamento e alle capacità verbali.

  2. Depressione senile: caratterizzata da un’alterazione dell’umore che si manifesta con malinconia, tristezza e una tendenza ad isolarsi dal resto del mondo. La musicoterapia agisce con carattere preventivo e, grazie allo sviluppo di attività didattiche di gruppo, contribuisce al miglioramento dello stato d’animo e garantisce la diminuzione della sensazione di isolamento sociale.

  3. Ictus: le attività assistenziali a fini riabilitativi dopo un ictus hanno caratteristiche distinte a seconda dei casi e richiedono il contributo di operatori specifici. In ogni caso, la musicoterapia si è rivelata specialmente utile per il recupero funzionale degli arti compromessi dalla malattia e per la rieducazione posturale.

  4. Morbo di Parkinson: la musicoterapia, attraverso l’uso di tecniche terapeutiche che combinano musica, movimento e interazioni di gruppo, si é dimostrata molto valida per lo stimolo di tutte le aree neuronali del cervello. Rappresenta un tipo di approccio olistico, che coinvolge tutti gli aspetti della persona, riduce lo stress e la sofferenza del paziente e rallenta il processo di degenerazione neuronale.